IL GOLF PER DISABILI
Dal libro GOLF & DISABILI di Danilo Redaelli
Vicepresidente della Federazione Italiana Golfisti Disabili
Da una decina di anni si stanno aprendo nuovi orizzonti della disabilità e non vengono considerati solo gli aspetti medici o sociali, ma anche quelli relativi al tempo libero.
Con limpegno di numerose amministrazioni locali e libere associazioni è sempre più in crescita lattenzione nei confronti di quelle attività sportive, di livello agonistico o meno, che possono essere praticate a scopo riabilitativo in senso stretto e finalizzate al recupero funzionale.
Tuttavia lo sport dovrebbe anche essere considerato come unapertura verso i bisogni dellindividuo legati prima allautostima e poi allinserimento sociale. Come sappiamo la pratica di attività sportive di gruppo è uno degli approcci più idonei per lintegrazione sociale dei disabili e per un loro pieno recupero alla vita attiva nei suoi vari momenti. Infatti tra le varie attività che sono in grado di donare alluomo benessere psico-fisico, sicuramente possiamo annoverare lo sport in genere, in quanto in grado di favorire lo sviluppo di predisposizioni e capacità, oltre che ad offrire esperienze emotive e di crescita; esso riassume in sé gioco, movimento e agonismo, stimolando, non di meno, le relazioni di gruppo.
Nonostante siano riconosciute le proprietà benefiche che la pratica reca in sé, e nonostante si comprendano pure le sue potenzialità in ambiti sociali, è facile riscontrare quanto ancora esistano enormi barriere che non ne favoriscono certo la diffusione presso le categorie di persone più deboli; per loro le attività motorie, quali esse siano, sono ancora in gran parte legate al campo della riabilitazione.
In particolare il golf, offrendo la possibilità di creare team di gioco in cui i portatori di handicap sono accomunati nel divertimento e nella competizione, concretizza quelle opportunità di comunicazione e socializzazione che donano al disabile la piena consapevolezza delle proprie potenzialità fisiche, quasi sempre maggiori di quanto egli stesso possa pensare, senza considerare inoltre che questo sport è caratterizzato da prestazioni motorie in cui le componenti di coordinamento corporeo prevalgono rispetto a quelle di forza e resistenza.
Per i soggetti con difficoltà di deambulazione, laccessibilità al percorso di gioco è resa possibile da sedie a rotelle, già ampiamente sperimentate, accettate sui percorsi di gioco e progettate specificatamente secondo quanto stabilito dal documento Americans with Disabilities Act del 1990.
Le componenti che si intrecciano in un percorso di golf sono del tutto particolari: linee dorizzonte, sole, vento, coni visivi, alberi, forma e composizione del terreno danno vita ad ambienti connessi ed integrati tra loro da stretti legami di natura ecologica, geometrica e formale.
Al fine di scegliere la migliore traiettoria da far eseguire alla palla, un giocatore si vede così costretto ad assumere modalità e strategie che implicano unattenta analisi sia dei vari ostacoli di sabbia o dacqua disposti lungo la buca, sia nei confronti dellintera morfologia del percorso. Entrano così in gioco vari elementi che riguardano oltre labilità sportiva, anche le capacità individuali di costruzione di un modello mentale dello spazio circostante.
Ciò costituisce una premessa necessaria per la determinazione della scelta del bastone da utilizzare e del tipo di colpo da effettuare: la presenza di un albero sulla linea di tiro, per esempio, comporta un meccanismo di relazioni che va al di là della percezione dellalbero stesso, ma che implica piuttosto la distanza che separa il giocatore dallalbero, laltezza di questultimo, la sua forma.
Tenendo conto di queste ultime considerazioni e dellesistenza, oramai consolidata, di giocatori portatori di disabilità, una fruizione dellimpianto sportivo idonea alle esigenze di tutti deve contenere un insieme di caratteristiche funzionali, distributive, ergonomiche e dimensionali tali da diminuire o rimuovere eventuali ostacoli, fonti di pericolo, nonché situazioni di potenziale generico disagio, pur mantenendo inalterate le caratteristiche di gioco fondamentali per un impianto di golf agonisticamente divertente.
Da tutte queste considerazioni risulta evidente come il golf sia uno sport assolutamente positivo per i portatoti di handicap, ai quali è consentito quindi di svolgere unattività sportiva a tutti gli effetti a prescindere dal tipo di limitazione fisica che limita il giocatore stesso.
Il grande valore del volume Golf and Disability, è dato anche dal fatto che, oltre a rispondere in maniera coerente ed esaustiva allesigenza di esporre importanti considerazioni sui rapporti tra golf e disabilità, suggerendo anche idee relative alla progettazione di strumenti e manufatti a misura duomo, riesca a sottolineare come il Golf sia uno sport davvero PER TUTTI.
Bambini, adolescenti e adulti, possono trovare in questa disciplina completa una risorsa di svago, soddisfazione, sana competizione; svolgere in scenari naturalistici degni di nota unattività capace di potenziare le capacità fisiche e motorie di ognuno e di liberare la mente per concentrarsi su se stessi e la propria abilità sportiva.
Ma questi aspetti che il Dott. Redaelli ha perfettamente identificato e inserito nel suo volume hanno sicuramente avuto un ulteriore riconoscimento, seppure indiretto, nel corso dellultimo anno, durante il quale lattenzione al mondo del Golf come ambito in cui far confluire esigenze di integrazione e pari opportunità, ma anche di sviluppo economico è andata crescendo di giorno in giorno.
Ricordiamo che il 2003 è stato lAnno Europeo delle Persone Disabili e grazie a tutte le manifestazioni che nel corso dellanno si sono svolte nel nostro paese è aumentata lattenzione al mondo dei diversamente abili come ha sottolineato lo stesso Presidente della Repubblica nel messaggio di chiusura dellanno: ''Il confronto e le azioni comuni sono essenziali per promuovere e consolidare una nuova cultura dell'handicap che ne valorizzi il contenuto di ricchezza sociale e di potenzialità come opportunità di crescita collettiva".
Le azioni svolte nel mondo del Golf rispondono in maniera completa alle problematiche sollevate nel corso del 2003.
In questottica il maestro federale Paolo De Ascentis, fondatore di una delle scuole federali più prestigiose, crea allinterno della sua scuola di Golf la Albatross Disabled Golf School proprio con la finalità di sviluppare le abilità motorie attraverso lesercizio fisico, integrare la diversità anche nel mondo dello sport, permettere la socializzazione tra diversamente abili e normodotati, migliorare lequilibrio psicofisico generale degli allievi grazie ai valori trasmessi dallo sport, ricordando linfluenza che esso ha sulla formazione della personalità e del carattere.
Il 2004 si apre vedendo riunite alla BIT di Milano, oltre 11.000 persone che hanno visitato Golf Gratis Per Tutti di cui circa il 10% ha manifestato la volontà di voler iniziare subito a giocare, dopo aver appreso i primi rudimenti di golf dai venti maestri che hanno operato nel corso della manifestazione.
Durante la stessa Fiera di Milano, si è svolto il convegno Golf, Movimento che fa bene, nel quale sono intervenuti tra gli altri lOn. Girolamo Sirchia, Ministro della Sanità, lOn. Mario Pescante, Sottosegretario del Ministero dei Beni e le Attività Cuturali, il Prof. Franco Cimenti, presidente della Federazione Italiana Golf.
LOn. Sirchia ha ricordato che il 2004 è stato dichiarati dallOrganizzazione Mondiale della Sanità, anno del cuore, e ciò per difendere le società occidentali, oggi gravemente a rischio salute a causa della mancanza di movimento fisico.
Un quadro al quale il Golf che per sua natura bene si adatta ai ragazzi, anziani e disabili e non solo ad atleti veri e propri può contribuire non poco.
Con lesperienza e le manifestazioni organizzate negli ultimi cinque anni e con le importanti conquiste avute nel campo dello sport per i Diversamente Abili, da quella che prima era lAGID (Associazione Golf Italiana Disabili) affiliata alla FIG, si è giunti alla creazione e al riconoscimento della FIGD ( Federazione Italiana Golf Disabili): una conquista, ma anche una sfida sempre maggiore, per rendere il Golf davvero alla portata di tutti e per far si che Istituzioni e CONI stesso riconoscano quella dei Golfisti Disabili come una vera e propria categoria di Atleti.
Si è compreso che giocare a Golf non significa solamente svolgere unattività fisica che richiede, ed è in grado di potenziare una grande coordinazione e flessibilità; significa camminare su percorsi meravigliosi che permettono al giocatore di riscoprire il contatto con la natura, regalando così un beneficio per il corpo e per la mente.
Significa svolgere unattività aerobica che permette di mantenere e migliorare la capacità cardiovascolare degli individui.
La grande coordinazione necessaria al gesto impiega tutti i muscoli del corpo, ma non impone particolari sforzi fisici perché eseguita a ritmi piuttosto moderati.
Ed erroneamente si pensa che il Golf sia una disciplina individuale. Viene solitamente giocato in compagnia, è unattività socializzante che permette di coltivare i rapporti interpersonali, che aiuta a conoscere se stessi, il proprio carattere, la propria fantasia nelleseguire i vari colpi.
Per i più giovani il golf è un ottimo strumento educativo: insegna il comportamento, il rispetto delle regole del gioco, per lavversario, per la natura, ed aiuta a controllare la propria emotività.
Sbaglia chi pensa che il golf sia un gioco dèlite per giocatori dèlite: tutti possono avvicinarsi ed arrivare ad amare questo sport che se in Italia non ha ancora il successo di tanti altri sport è proprio perché manca di un inserimento nei contesti familiari, scolastici, universitari. Il Golf è lo sport ideale per i timidi: si fanno conoscenze, ci si confronta, si fanno affari: molte società anglosassoni e giapponesi offrono ai propri manager come bonus liscrizione a un golf club.
Per tutte queste conquiste contiamo che il VI Open DItalia Golf Disabili, non solo perché è il primo Open dalla creazione della Federazione Italiana Golfisti Disabili, avrà una particolare risonanza, avrà quel valore di evento che aprirà la strada a tutta una serie di manifestazioni che andranno ad accrescere la Cultura del Golf.
Del resto affinché anche in Italia il Golf venga considerato un vero Sport e non un hobby praticato da chi vuole rinchiudersi con amici e pari grado in stupendi circoli strettamente riservati, affinché i professionisti italiani siano in grado di competere con quelli stranieri, è necessario diffonderlo tra almeno 150.000/200.000 praticanti, tra i quali potranno crescere i giovani che saranno i campioni di domani.
Per questo ci è sembrato indispensabile affiancare al VI Open DItalia Golf Disabili, una manifestazione che renda il Golf accessibile a tutti, che apra gli orizzonti dei campi anche a chi non avrebbe mai pensato di affrontare questa disciplina perché la considerava elitaria.
Da queste considerazioni nasce INVITO AL GOLF, una giornata che permetta a chiunque voglia di avvicinarsi ad uno sport i cui importanti valori sono ormai universalmente riconosciuti. Famiglie, giovani e soprattutto disabili, potranno trovare in questa disciplina di animo nobile (sono note le regole morali che contraddistinguono il fair play golfistico) uno strumento di coesione, integrazione ed emancipazione.
Proprio perché a volte il significato sociale ed educativo dello sport sembra soccombere a leggi di mercato, a cui fortunatamente il Golf è ancora estraneo, la nostra manifestazione si propone di lanciare un messaggio forte: lo sport è unimportante sfida allhandicap e allemarginazione. Un giornata in cui normodotati e disabili saranno tutti insieme sul Green, creerà un prezioso momento di aggregazione, la possibilità di migliorare lequilibrio psicofisico dei disabili, offrendo a tutti uninsostituibile occasione educativa, attraverso la quale la diversità diventa consuetudine e la tolleranza diventa amicizia, fraternità.
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